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Un po' di storia




Il Referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea costituente

A pochi giorni di distanza dalla liberazione di Roma un decreto del governo Bonomi stabiliva che per scegliere la forma dello stato e dare al paese una nuova costituzione, alla fine della guerra, sarebbe stata eletta un' assemblea costituente a suffragio universale, diretto e segreto.

Successivamente il governo De Gasperi dispose che la decisione sulla forma istituzionale dello stato sarebbe stata affidata ad un referendum popolare e fissò le norme per la contemporanea effettuazione delle votazioni per il referendum e l'assemblea costituente, quest'ultima da eleggersi con sistema proporzionale.

La legge elettorale suddivise l'Italia in 32 collegi elettorali, nei quali eleggere 573 deputati (ma non vennero effettuate le elezioni nella provincia di Bolzano e nella Circoscrizione Trieste-Venezia Giulia-Zara: i costituenti eletti furono dunque 556).

La campagna elettorale fu assai vivace, e l'affluenza alle urne fu altissima: votò l'89,1 per cento dei 28.005.449 aventi diritto, per un totale di 24.946.878 votanti.


Nelle votazioni per il referendum istituzionale prevalse la repubblica:
i risultati furono proclamati il 10 giugno 1946 dalla Corte di cassazione, e subito dopo il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato.


I voti a favore della repubblica
, dopo i controlli, risultarono essere 12.718.641, pari al 54,3 per cento dei voti validi; a favore della monarchia si erano invece espressi 10.718.502 elettori, pari al 45,7 per cento.



Nelle elezioni per l'Assemblea costituente la Democrazia cristiana ottenne la maggioranza relativa dei voti (8.083.208 pari al 37,2 per cento), seguita dal Partito socialista (PSIUP: 4.744.749 voti pari al 20,7 per cento) e dal Partito comunista (4.342.722 voti pari al 18,7 per cento). Nessun altro partito superò il 10 per cento dei voti.







I LAVORI DELL'ASSEMBLEA


L'Assemblea costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946
, ed elesse presidente, nella prima seduta, Giuseppe Saragat. Il 28 giugno Enrico De Nicola fu eletto dall'Assemblea Capo provvisorio dello Stato, con 396 voti su 501 votanti.

L'Assemblea doveva sciogliersi il giorno dell'entrata in vigore della Costituzione e comunque non oltre l'ottavo mese dalla sua prima riunione.

L'Assemblea costituente lavorò fino al 31 gennaio 1948 in virtù della prorogatio contenuta nella XVII disposizione transitoria della Costituzione. Le sue commissioni funzionarono anche dopo tale data, fino al mese di aprile del 1948.Durante l'arco temporale dei suoi lavori, si tennero 375 sedute pubbliche, delle quali 170 dedicate alla Costituzione e 210 ad altre materie. L'Assemblea si riunì due volte in Comitato segreto per dibattere problemi interni.

Il 15 luglio 1946 l'Assemblea decise l'istituzione di una Commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula.

Il 19 luglio, nella sua prima seduta, tale commissione - che divenne nota col nome di Commissione dei 75 - elesse a proprio presidente Meuccio Ruini, già presidente del Consiglio di Stato.

La Commissione dei 75 avrebbe dovuto concludere i suoi lavori entro il 20 ottobre: in realtà, lavorò fino al 1° febbraio 1947, organizzandosi in tre sottocommissioni corrispondenti alle principali sezioni previste nella nuova carta costituzionale. La prima sottocommissione doveva occuparsi dei diritti e doveri dei cittadini; la seconda, dell'organizzazione costituzionale dello Stato; la terza dei rapporti economici e sociali.


Un comitato di redazione (Comitato dei 18) formato dall'Ufficio di presidenza della Commissione dei 75, allargato ai rappresentanti di tutti i gruppi politici
, ebbe l'importante e delicato compito di coordinare ed armonizzare il lavoro prodotto dalle tre sottocommissioni.



La fine dei lavori della Commissione dei 75 coincise con le dimissioni di Giuseppe Saragat dalla presidenza dell'Assemblea costituente. Al suo posto, alla presidenza dell'Assemblea costituente fu eletto l'8 febbraio Umberto Terracini.




La discussione generale in aula sul progetto di Costituzione iniziò il 4 marzo 1947
, dopo la fine del lavoro di coordinamento del testo da parte del Comitato dei 18, e proseguì durante tutto il 1947. Rispetto al progetto varato dalla Commissione dei 75 furono introdotti alcuni importanti mutamenti, tra i quali di particolare rilievo quelli relativi alle funzioni e ai criteri di elezione del Senato.

L'Assemblea costituente votò a scrutinio segreto il progetto di Costituzione il 22 dicembre 1947. La nuova carta costituzionale venne approvata con 214 voti a favore e 145 contrari, fu promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, fu pubblicata nello stesso giorno in una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale.




La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948
.










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Pubblicato su: 2008-01-15 (994 letture)

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