Il 6-7 giugno, per la prima volta il
MAIE - Movimento Associativo Italiani all’estero, in alleanza con i
Liberal- democratici, sarà parteciperà alle elezioni
europee per scegliere i rappresentanti che siederanno nel Parlamento
di Strasburgo. Questo è un fatto di importanza fondamentale
per tutti noi, innanzitutto perché è la prima volta
nella storia della politica italiana che un Movimento che
rappresenta gli italiani all'estero partecipa alle elezioni europee
con delle sue proprie liste e in secondo luogo, perché per la
prima volta sarà possibile far sentire in Europa, la voce di
tutti gli italiani, a prescindere da dove risiedano.
Le linee guida del programma LD- MAIE
per l’Europa riguardano 5 punti :
ECONOMIA:
PER COSTRUIRE L’EUROPA CHE VOGLIAMO
Seguire la strada tracciata a
Lisbona
I Liberal Democratici-MAIE condividono
in pieno i principi ispiratori della Strategia di Lisbona che
mirano a fare dell’Europa un’area economica fortemente
competitiva e fondata sulla conoscenza.
Un’elevata qualità
del capitale umano e la capacità di posizionarsi sulla
frontiera tecnologica rappresentano una condizione necessaria per una
crescita sostenuta, la difesa dell’occupazione nel medio-lungo
periodo e una maggiore coesione sociale. Quest’ultima va preservata
anche garantendo opportunità e condizioni dignitose nelle fasi
più delicate della vita a cominciare dalla maternità e
dalla vecchiaia.
Puntare forte sul trinomio
Formazione-Ricerca-Tecnologia applicata
Occorre qualificare e sostenere i
giovani in questo delicato passaggio socio-economico.
I Liberal
Democratici –MAIE auspicano che in sede europea venga stabilito un
modello di base di scuola europeo che tenga conto delle conoscenze e
del patrimonio di idee e principi comuni a tutti i cittadini europei
e che possa, agevolmente, essere integrato con un modello nazionale,
informato alle specificità del sapere e delle conoscenze
nazionali.
È, altresì, auspicabile che si percorra
compiutamente la via della libera circolazione del sapere che
significa dare a tutti gli studenti la possibilità di
affrontare corsi di studi universitari senza quegli sbarramenti,
spesso rappresentati dalla previsione di “numeri chiusi”, che non
rispecchiano il principio secondo cui ciascuno studente debba essere
valutato in base ai propri meriti e capacità dimostrati
durante il corso di studi stesso.
I Liberal Democratici –MAIE
chiedono, in attuazione di quanto previsto dal programma di lavoro
“Istruzione e formazione 2010” della Commissione Europea, un
miglioramento degli scambi di esperienze circa l'utilizzazione delle
risorse finanziarie messe a disposizione per lo sviluppo
dell'istruzione e della formazione tramite i Fondi strutturali e la
Banca europea degli investimenti con l’obiettivo di un migliore
sfruttamento di tali risorse nel futuro.
Più ricerca
I Liberal Democratici -MAIE ritengono
condizione imprescindibile per la realizzazione degli obiettivi della
Strategia di Lisbona che siano accresciute le risorse destinate alla
ricerca dalla Ue per incentivare gli investimenti nei singoli stati
membri da parte sia di enti nazionali che privati.
L’Europa
della ricerca che vogliamo è chiamata alla scoperta di nuove
conoscenze che cambino fondamentalmente la visione del mondo di noi
europei e del nostro stile di vita.
L’Europa dovrà
costruire e consolidare la propria leadership nei settori più
importanti della ricerca: salute, biotecnologie, tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, nanoscienze, nanotecnologie,
materiali/nuove tecnologie di produzione, energia, ambiente e
spazio. In tale prospettiva dovrà rafforzare i legami tra
l'industria e la ricerca attraverso "iniziative tecnologiche
congiunte", che combinino investimenti privati e
finanziamenti pubblici.
Le professioni
L’Italia è in ritardo nello
sviluppo e nella valorizzazione dei professionisti della conoscenza.
I Liberal Democratici -MAIE propongono un sistema “duale”, volto
a regolare in parallelo due mondi diversi per storia e consistenza
(quello che si riconosce nella struttura ordinistica e quello delle
associazioni non riconosciute). Tale ipotesi duale ha negli anni
fatto strada senza, però giungere ad una riforma. Tale
circostanza ha impedito a molti professionisti di muoversi e di
partecipare in Europa alle politiche sia formative che professionali.
È, pertanto, necessario che il Governo Italiano per prima cosa
riconosca le Associazioni Professionali, nuove e vecchie e, in
successione, riformi gli ordini professionali, adeguandoli al quadro
non solo Europeo ma anche mondiale.
Le imprese e la corsa
tecnologica
I Liberal Democratici –MAIE sono per
una gestione più efficace dei Fondi Europei e Nazionali per
lo sviluppo, favorendo il recupero di aree in difficoltà come
il nostro Mezzogiorno.
Dobbiamo puntare sulle PMI, sul loro
sviluppo e sulla loro capacità di adattarsi al mercato.
In
particolare, le tecnologie per il risparmio energetico e per le fonti
rinnovabili offrono la possibilità di coniugare ambizioni di
crescita ed elevata preparazione dei giovani, ricerca e applicazione.
Donne, Maternità e
Impresa
Sviluppo e crescita sono
inscindibilmente legati all’affermazione del ruolo della donna a
livello occupazionale
Gli obiettivi previsti nella Strategia di
Lisbona relativi all’occupazione delle donne in Europa (60% nel
2010), sono, purtroppo, ancora lontani dall’essere realizzati.
Le
disuguaglianze sono destinate ad aggravarsi. L’incremento della
concorrenza economica su scala mondiale, richiedendo più
mobilità e flessibilità, finisce per penalizzare
proprio le donne, a causa dell’ineguale carico di responsabilità
familiari rispetto agli uomini.
I Liberal Democratici –MAIE
sostengono, quindi, la necessità che sia data celermente
attuazione al pacchetto di proposte a sostegno delle lavoratrici per
la promozione di una migliore cultura del bilanciamento tra lavoro e
vita privata, quali le iniziative della Commissione che mirano a
prevedere trattamenti uniformi in tutti gli stati membri in tema di
congedi di maternità. Segnaliamo, in particolare la previsione
di un periodo di astensione minimo dal lavoro a pieno salario e la
previsione di più flessibilità nella scelta del periodo
di astensione non obbligatoria.
Sul fronte occupazione, l’Unione
Europea deve favorire una uguale indipendenza economica tra donne e
uomini attraverso la creazione di impiego, puntando alla promozione
dell’imprenditorialità femminile.
Stabilizzare il sistema
bancario/finanziario e fronteggiare le spinte involutive della crisi
L’importanza di avere una “sede
europea” dalla quale gestire le fasi acute della crisi è
emersa chiaramente nei mesi scorsi: le misure varate dai Governi
hanno immediatamente acquistato credibilità ed efficacia
quando discusse e concordate con i partner europei. Dobbiamo
approfittare per rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Europa
nella supervisione delle istituzioni finanziarie e dei mercati, nei
meccanismi di prevenzione e gestione delle crisi.
Le Istituzioni
Europee sono chiamate a comporre un quadro di complesse esigenze e
diverse situazioni, a cominciare da quelle dei paesi entrati
nell’Unione più di recente.
In prospettiva, l’Europa
deve svolgere un ruolo di faro e coordinamento nella predisposizione
di un nuovo set di regole per il settore finanziario.
Le
Istituzioni Europee saranno centrali nel definire un quadro di
riferimento condiviso in materia di requisiti patrimoniali, strumenti
finanziari, contabilità e remunerazione dei manager.
Un nuovo/vecchio modello di fare
banca
La crisi finanziaria impone anche un
ripensamento del modello bancario di riferimento.
È
auspicabile che le banche siano spinte a svolgere, innanzitutto con
efficienza, correttezza e trasparenza, la loro tradizionale funzione
creditizia.
In questa direzione, infatti, i Liberal Democratici
-MAIE intendono sollecitare l’Europa al fine di creare una
Centrale Rischi Europea, in modo da aumentare la trasparenza di
approccio tra imprenditori/banche di vari Stati ed agevolare, in tal
modo, le pratiche amministrative di accesso al credito e/o a misure
agevolate.
Al tempo stesso occorre innovare sul tema afferente la
segnalazione di un nominativo a sofferenza in Centrale Rischi,
intervenendo, nel rispetto delle dovute garanzie, affinché
detta segnalazione ricorra solo laddove vi sia, in capo al debitore,
il requisito dell’insolvenza, intesa come incapacità di far
fronte regolarmente alle proprie obbligazioni con il suo patrimonio,
ovvero a situazioni equiparabili, quale una “assai” rilevante
difficoltà di recuperare il credito.
AMBIENTE
Volano della crescita
L’Unione europea e la comunità
internazionale hanno spinto gli stati membri nella direzione di più
alti e diffusi standard in campo ambientale.
I Liberal Democratici
-MAIE hanno espresso con chiarezza la convinzione secondo cui la
concezione dell’ambiente quale costo, vincolo allo sviluppo e alla
produzione industriale è ormai definitivamente superata.
Investire, quindi, in strategie e risorse in grado di garantire la
sopravvivenza e la qualità di vita del genere umano
rappresenta uno straordinario volano di crescita e sviluppo non solo
nel lungo periodo ma anche nel medio.
Per le energie rinnovabili e il
risparmio energetico
L’Europa, con la presentazione del
nuovo Pacchetto Clima, tra le cui misure si evidenzia la radicale
riforma del tetto massimo delle emissioni a livello comunitario
(almeno il 20% fino ad arrivare al 30% per i gas serra) spingerà
tutti i paesi membri verso tecnologie produttive pulite.
Noi
Liberal Democratici -MAIE puntiamo sulle energie rinnovabili e ci
impegniamo affinché anche nel nostro Paese siano raggiunti gli
obiettivi richiesti dall’Unione Europea, purché sia sempre
assicurato al nostro Paese libertà e flessibilità nella
scelta delle opzioni su cui puntare (biomasse, geotermico,
fotovoltaico…). Dobbiamo puntare con decisione sul risparmio
energetico, realizzando, in linea con l’obiettivo comunitario, la
riduzione del 20% del consumo totale di energia entro il 2020,
concentrando la nostra azione sul settore dei trasporti, edilizia
e sulla maggiore efficacia nella trasmissione e distribuzione
dell’elettricità.
I Liberal Democratici -MAIE, inoltre,
auspicano che l’Unione Europea, sin dai prossimi summit
internazionali (G8 e soprattutto Conferenza di Copenhagen di dicembre
prossimo) rafforzi la sua azione persuasiva e di stimolo nei
confronti delle grandi economie in crescita, come India e Cina, in
direzione di un accordo globale su un regime multilaterale rafforzato
tale da far fronte ai cambiamenti climatici che possa essere
sollecitamente ratificato e messo in atto.
Rifiuti
Situazioni caratterizzate dalla
straordinarietà gravità in tema di gestione e
smaltimento di rifiuti quale la drammatica situazione verificatasi
nel nostro Paese, segnatamente in Campania, rischiano di ripetersi
non solo nel contesto italiano ma nel resto dell’Europa in virtù
dell’allarmante dato della continua e costante crescita della
produzione di rifiuti in tutti gli stati membri (è circa mezza
tonnellata la quantità di rifiuti urbani prodotta ogni anno
dai cittadini europei).
Noi Liberal Democratici -MAIE riteniamo,
in armonia con quanto stabilito dall’ultima direttiva sui rifiuti
del giugno scorso, che la soluzione del problema vada ricercata nella
prevenzione e nel contestuale sviluppo dei protocolli avanzati per la
riduzione e minimizzazione del rifiuto, a partire dalla lotta
all’over-packaging.
Infrazioni in campo ambientale
Il numero totale delle procedure
d'infrazione a carico dell'Italia si attesta sulla cifra, poco
lusinghiera di 164.
Sappiamo inoltre che di queste 164 infrazioni
ben 43 sono riferite a violazioni in campo ambientale cioè
oltre il 26%.
Un dato allarmante e clamoroso rispetto al quale il
nostro Governo non è stato finora in grado di porre rimedio.
Ci impegneremo affinché, ad una ragionata apposizione di
limiti e soglie a livello europeo in campo ambientale, corrisponda un
responsabile e più celere adeguamento degli stati membri.
3.
GIUSTIZIA E SICUREZZA
Un tema europeo
Le sfide che attendono l’Europa nel
suo complesso implicano in ciascuno stato membro una giustizia capace
di rispondere celermente ai propri cittadini.
Oggi, infatti,
l’offerta di giustizia di ogni singolo stato membro concorre con
quella di tutti gli altri stati partner dell’Unione
Europea.
Sappiamo, infatti, che a seguito del riconoscimento a
ciascun cittadino europeo del diritto di circolare e soggiornare
liberamente su tutto il territorio dell’Unione, gli aspetti legati
all’amministrazione della giustizia in ogni stato membro finiscono
per riguardare le condizioni di legalità e sicurezza di tutti
gli altri.
In quest’ottica, i Liberal Democratici -MAIE
ritengono fondamentale l’attività svolta da Eurojust per
sviluppare la cooperazione giudiziaria in campo penale, al fine di
dotarci di norme minime di procedura penale valide per tutti.
Sostanziali differenze tra i sistemi penali tra gli stati membri
comportano il rischio di vedere una migrazione del crimine in quei
Paesi la cui disciplina penale sostanziale o procedurale risulti
inadeguata o inapplicata.
Un paese fuori standard europeo:
le nostre carenze
Il nostro Paese si trova stretto tra
tre diversi ordini di problemi che attengono al profilo
giustizia/sicurezza.
Le risorse messe a disposizione del nostro
Paese per la Giustizia sono del tutto insufficienti e rischiano, nel
breve periodo, di condurre tale settore alla paralisi totale.
Sono
state, infatti, bloccate le procedure di assunzione di personale
ausiliario,
-tra cui la fondamentale figura del cancelliere-
indispensabile per la celebrazione dei processi. Nonostante, alcuni
interventi normativi in direzione del funzionamento del sistema
giudiziario, comportanti trasferimenti d'ufficio atti a tamponare i
vuoti d’organico presso le sede disagiate degli uffici giudiziari,
l’organico della magistratura rimane mal distribuito.
Ad
avviso dei Liberal Democratici -MAIE, è necessario, procedere
ad una riforma organica dell’attuale, irrazionale, distribuzione
delle sedi giudiziarie in un’ottica di “dimensione organizzativa
ottimale” .
La durata dei processi e la
legge “Pinto”
L’eccessiva durata dei processi in
Italia che relega il nostro Paese al 156 ° posto di una
graduatoria elaborata dalla Banca Mondiale sulla durata media di un
procedimento di recupero di un credito maturato a seguito di una lite
di carattere commerciale comporta, oltre ad un grave danno di
immagine per il nostro Paese, anche dei gravissimi danni economici
legati al risarcimento dei danni.
Il paragone con i nostri partner
europei è impietoso: in Francia sono necessari 331 giorni, 394
in Germania, 316 in Giappone e 515 in Spagna contro i 1210 in
Italia.
L’entità dei risarcimenti ex legge Pinto, ovvero
della legge 89/2001 italiana emanata in applicazione della
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali per colpire i ritardi della giustizia ha raggiunto negli
ultimi due anni qualcosa come oltre 80 milioni di euro effettivamente
sborsati, a cui sono destinati ad aggiungersi altri 36,6 milioni
dovuti ma non ancora pagati.
Sono, inoltre, necessari nel nostro
Paese nuovi sistemi comuni di incentivazione circa la velocizzazione
dei procedimenti giudiziari consistenti nella semplificazione dei
riti, delle comunicazioni e delle notificazioni. È, altresì,
indispensabile adottare tutti quei correttivi che accentuino la
tipicità dei motivi di impugnazione e consentano al giudice di
porre a base delle proprie decisioni tutti quei fatti e circostanze
contestati in modo generico da controparte.
È necessario
che anche nel nostro Paese al lavoro dei magistrati si affianchi
una efficace rete di istituzioni operanti nel campo della mediazione,
così come già prescritto a livello europeo grazie alla
direttiva 2008/52/CE.
Misure comuni per la criminalità
transfrontaliera
I Liberal Democratici -MAIE sostengono
la necessità che siano date delle risposte al crimine
transfrontaliero facendo leva su soluzioni europee.
Mentre il
Governo del nostro Paese studia e mette in opera soluzioni per
rendere più complesse le attività di lotta al crimine,
l’Europa è chiamata a fronteggiare nuove soluzioni per
favorire le indagini nei paesi membri contro la criminalità
transfrontaliera.
In questa direzione si propone un ampliamento
delle capacità di intervento di Eurojust, l'organo comunitario
che ha il compito di sviluppare politiche comuni in tema di
criminalità organizzata e cybercrime.
È noto,
infatti, che le indagini finalizzate alla repressione dei reati si
rivolgono, oggi, anche verso sistemi di comunicazione
informatizzati che per loro natura sfuggono dai tradizionali sistemi
di intercettazione come nel caso del servizio skype. ma anche con
altri tipi di software che consentono di scambiarsi mail o messaggi.
“Principio di disponibilità”
e banca dati DNA
Contro il terrorismo è
necessaria una risposta globale e un'impostazione coerente ed
integrata così come stabilito sin dal programma dell’Aja del
2004.
I Liberal Democratici -MAIE sono favorevoli ad una
implementazione dei canali per lo scambio di informazioni, anche
nella direzione del consolidamento del principio di disponibilità
in virtù del quale gli stati membri si obbligano a fornire
alle autorità competenti omologhe degli altri Stati membri e a
Europol, preferibilmente con accesso diretto on-line, le informazioni
necessarie all'assolvimento dei loro compiti in materia di
prevenzione, individuazione e investigazione dei reati.
Al fine di
rendere più efficace l’attività di prevenzione e
repressione dei reati, i Liberal Democratici –MAIE seguiranno con
attenzione le procedure per l’istituzione di una banca dati per la
raccolta delle impronte dattiloscopiche, del dna e delle targhe dei
veicoli, così come stabilito nel trattato di Prum, vigilando
affinché sia tutelata la dignità della persona, il
diritto alla difesa e il principio di proporzionalità così
come stabilito dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del
10 febbraio 1992.
Lotta alla tratta degli esseri
umani e allo sfruttamento sessuale dei bambini
La tratta degli esseri umani e lo
sfruttamento sessuale dei bambini sono pratiche barbariche che non
solo non state ancora superate ma che addirittura sono
in
aumento.
I Liberal Democratici -MAIE ritengono indispensabile, in
linea con quanto già previsto dalla Commissione Europea, che,
al più presto, si operi un ravvicinamento delle disposizioni
legislative nazionali in materia penale e di diritto processuale
penale per colpire il fenomeno.
Tali dossier, che per la loro
stessa natura, non hanno confini nazionali, costituiscono una piaga
per l'Europa intera e si possono combattere efficacemente solo
attraverso strategie di carattere europeo e globale.
Le nuove “insidie” connesse
al web: lotta alla pedopornografia e all'id-theft (furto d’identità)
È necessario che l’Ue renda al
più presto operative le strutture in grado di contrastare il
grave fenomeno della pedopornografia su Internet.
Le nuove insidie
legate alla diffusione della rete web impongono infatti alla Ue di
programmare una strategia comune per combattere la distribuzione
commerciale di immagini pedopornografiche, per proteggere le vittime,
per localizzare e arrestare i pedofili e quanti traggono profitto
dalla vendita delle immagini.
Un ruolo fondamentale in questa
azione contro la pedopornografia deve essere svolta da tutti gli
stati membri assicurando lo stanziamento di fondi e risorse umane per
l’identificazione delle vittime di tali violenze al fine di fornire
ad essi adeguata assistenza terapeutica.
In questa direzione, va
sviluppato il piano di lotta alla pedopornografia su internet basato
sul nuovo organismo finanziato dalla Commissione Europea che vede una
alleanza tra Europol, gestori di carte di credito e organi di polizia
degli stati membri, in linea con la Decisione quadro 2004/68/GAI
relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la
pornografia infantile.
Il furto d’identità che si
verifica ogni qualvolta un’informazione individuale, relativa ad
una persona fisica o ad un’azienda è ottenuta in modo
fraudolento da un criminale con l’intento di assumerne l’identità
per compiere atti illeciti è un problema crescente nell’Unione
europea. Ciò mina alla base la regolarità degli scambi
di informazioni commerciali e personali in tutta la Ue.
I Liberal
Democratici –MAIE si impegneranno affinché a livello europeo
siano emanate disposizioni per l’armonizzazione della disciplina
penale sul tema, introducendo anche obbligatoriamente una nuova
fattispecie di reato comune in tutti gli stati membri.
4.
POLITICHE PER L'IMMIGRAZIONE
Un possibile fattore di crescita
I Liberal Democratici –MAIE
considerano l’immigrazione un fattore importante per lo sviluppo
della strategia di Lisbona sui temi della crescita e
dell’occupazione.
Una efficiente governance dell’immigrazione
economica è un elemento essenziale della competitività
dell’UE, così come recentemente riaffermato anche dal
Consiglio europeo.
È altresì fondamentale che, a
fronte del rilevante flusso migratorio che interessa l’Unione
Europea, l’integrità dello spazio Schengen, aperto e senza
controlli alle frontiere interne, vada conservata e migliorata.
I
Liberal Democratici –MAIE si impegnano a perseguire con
determinazione i tre cardini sui cui ruota la strategia per
l’immigrazione proposta dalla Commissione Europea: prosperità,
solidarietà e sicurezza.
Integrazione e occupazione
Nell’ottica della prosperità,
le migrazioni internazionali rappresentano un’opportunità,
rappresentando un fattore di scambio culturale, umano, sociale ed
economico. I Liberal Democratici –MAIE ritengono che i benefici
della migrazione siano massimi quando si tiene conto delle esigenze
economiche della società ospite, senza per questo escludere
altre forme di migrazione che non siano a scopi occupazionali.
Solidarietà dell’Unione
Europea
In un’Europa aperta priva di
frontiere interne, nessuno Stato membro può gestire da
solo il tema dell’immigrazione. Il nostro Paese che in virtù
della propria collocazione geografica è esposto ad un maggior
afflusso migratorio deve essere necessariamente supportato e
assistito a livello finanziario dall’Unione Europea per realizzare
gli obiettivi strategici della politica d’immigrazione comune.
In
tale ottica, è altresì necessario rafforzare la
cooperazione degli Stati membri e dell’intera Unione europea con i
Paesi di origine dei cittadini immigrati, al fine di combattere il
fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Gestione intergrata delle frontiere
e lotta all’immigrazione clandestina
I Liberal
Democratici –MAIE ritengono indispensabile rilanciare il
principio della gestione intergrata delle frontiere, accompagnando
però le misure di contenimento e difesa alla contestuale lotta
al traffico di migranti e alla tratta di persone in tutte le sue
fattispecie.
È necessario puntare sullo sviluppo di nuove
tecnologie per consentire operazioni di verifica e scambio di
informazioni veloce e sicuro sul tema immigrazione tra
Stati membri.
In tema di immigrazione clandestina, come
dimostrato dalle attuali difficoltà del nostro Paese, è
necessario predisporre misure realmente efficaci per il sollecito
rimpatrio dei clandestini, attingendo a fondi comunitari.
5.
POLITICA ESTERA E COOPERAZIONE
La Politica Estera della UE
Noi Liberal Democratici –MAIE
crediamo fortemente nel processo di unificazione ed integrazione
dell’Europa. In tale prospettiva va inquadrata l’assoluta
necessità di una politica estera comune in maniera tale che
gli Stati membri possano trarne beneficio. La vocazione al
multilateralismo è una vocazione insita nel dna della UE e noi
vogliamo coglierne tutti gli aspetti positivi per la costruzione di
un mondo più giusto, libero e democratico.
La Ue deve assumere un ruolo di
protagonista sano sulla scena internazionale, portando la propria
esperienza storica di integrazione che ha permesso il superamento
delle crisi interne, esprimendosi con una sola voce, tramite l’Alto
rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. La UE
meriterebbe di essere presente con un seggio in maniera permanente
nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La prospettiva di una difesa
comune
I Liberal Democratici –MAIE
auspicano che la politica europea della sicurezza e della difesa sia
rafforzata ed ampliata, a tale fine riunendo le risorse e le capacità
europee inerenti alla difesa.
L’Unione europea dovrà
essere in grado di provvedere da sola alla propria difesa militare e
dovrà essere pronta ad intervenire, anche in scenari
internazionali per tutelare la sicurezza globale e rispondere alle
emergenze umanitarie.
La Cooperazione Internazionale
La cooperazione internazionale, che
dovrebbe esprimere l’alto valore europeo della solidarietà e
della giustizia per il rispetto dei diritti politici, civili,
economici, culturali e sociali di tutti gli esseri umani, è
anche uno strumento importante per costruire pacifiche e fruttuose
relazioni internazionali.
La UE dovrà impegnarsi
concretamente su diversi punti:
1) gestire in maniera più
efficiente ed efficace le risorse a disposizione della Commissione;
2) far in modo che gli Stati membri arrivino entro il 2010 allo
0,33% di APS (Aiuti Pubblici allo Sviluppo), per poi puntare allo 0,7
per il 2015;
3) fare in modo che gli Stati membri possano
collaborare maggiormente tra di loro per trovare nuovi metodi e
approcci per un lavoro sinergico, soprattutto nelle aree di crisi
umanitarie;
4) promuovere, in tutte le sedi opportune, la difesa
dei diritti umani e della democrazia come punto d’arrivo delle
azioni cooperative.
Il nostro Paese, fanalino di coda tra i Paesi
Ocse-Dac per quantità di risorse messe a disposizione, è
in questo settore allo sbando. Non vi è alcuna traccia
nell’agenda politica del Governo di un serio rilancio della
Cooperazione Internazionale: questa è una evidente e palese
miopia politica, essendo anche il nostro un Paese frontaliero della
Ue.
Noi Liberal Democratici –MAIE ci batteremo affinché
sia in Italia che in Europa ci sia una vera e concreta attenzione
alla Cooperazione Internazionale verso i Paesi in via di sviluppo,
con particolare riguardo ai Paesi del Mediterraneo e al Continente
africano.
Crediamo che il modello di integrazione europea (basato
sulla cooperazione tra Stati membri) possa costituire, anche per
altri contesti geografici, un riferimento importante per uscire dalle
situazioni di sottosviluppo, povertà, instabilità
regionale, insicurezza e violazione dei diritti umani.
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