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PROGRAMMA





Il 6-7 giugno, per la prima volta il MAIE - Movimento Associativo Italiani all’estero, in alleanza con i Liberal- democratici, sarà parteciperà alle elezioni europee per scegliere i rappresentanti che siederanno nel Parlamento di Strasburgo. Questo è un fatto di importanza fondamentale per tutti noi, innanzitutto perché è la prima volta nella storia della politica italiana che un Movimento che rappresenta gli italiani all'estero partecipa alle elezioni europee con delle sue proprie liste e in secondo luogo, perché per la prima volta sarà possibile far sentire in Europa, la voce di tutti gli italiani, a prescindere da dove risiedano.

Le linee guida del programma LD- MAIE per l’Europa riguardano 5 punti :









1.
ECONOMIA:
PER COSTRUIRE L’EUROPA CHE VOGLIAMO

Seguire la strada tracciata a Lisbona

I Liberal Democratici-MAIE condividono in pieno i principi ispiratori del­la Strategia di Lisbona che mirano a fare dell’Europa un’area economica fortemente competitiva e fondata sulla conoscenza.
Un’elevata qualità del capitale umano e la capacità di posizionarsi sulla frontiera tecnologica rappresentano una condizione necessaria per una crescita sostenuta, la difesa dell’occupazione nel medio-lungo periodo e una maggiore coesione sociale. Quest’ultima va preservata anche garantendo opportunità e condizioni dignitose nelle fasi più delicate della vita a cominciare dalla maternità e dalla vecchiaia.

Puntare forte sul trinomio
Formazione-Ricerca-Tecnologia applicata

Occorre qualificare e sostenere i giovani in questo delicato passaggio socio-economico.
I Liberal Democratici –MAIE auspicano che in sede europea venga stabilito un modello di base di scuola europeo che tenga conto delle conoscenze e del patrimonio di idee e principi comuni a tutti i cittadini europei e che possa, agevolmente, essere integrato con un modello nazionale, informato alle specificità del sapere e delle conoscenze nazionali.
È, altresì, auspicabile che si percorra compiutamente la via della libera circolazione del sapere che significa dare a tutti gli studenti la possibilità di affrontare corsi di studi universitari senza quegli sbarramenti, spesso rappresentati dalla previsione di “numeri chiusi”, che non rispecchiano il principio secondo cui ciascuno studente debba essere valutato in base ai propri meriti e capacità dimostrati durante il corso di studi stesso.
I Liberal Democratici –MAIE chiedono, in attuazione di quanto previsto dal programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” della Commissione Europea, un miglioramento degli scambi di esperienze circa l'utilizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione per lo sviluppo dell'istruzione e della formazione tramite i Fondi strutturali e la Banca europea degli investimenti con l’obiettivo di un migliore sfruttamento di tali risorse nel futuro.


Più ricerca

I Liberal Democratici -MAIE ritengono condizione imprescindibile per la realizzazione degli obiettivi della Strategia di Lisbona che siano accresciute le risorse destinate alla ricerca dalla Ue per incentivare gli investimenti nei singoli stati membri da parte sia di enti nazionali che privati.
L’Europa della ricerca che vogliamo è chiamata alla scoperta di nuove conoscenze che cambino fondamentalmente la visione del mondo di noi europei e del nostro stile di vita.
L’Europa dovrà costruire e consolidare la propria leadership nei settori più importanti della ricerca: salute, biotecnologie, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nanoscienze, nanotecnologie, materiali/nuove tecnologie di produzione,  energia, ambiente e spazio. In tale prospettiva dovrà rafforzare i legami tra l'industria e la ricerca attraverso "iniziative tecnologiche congiunte", che combinino  investimenti privati e finanziamenti pubblici.



Le professioni

L’Italia è in ritardo nello sviluppo e nella valorizzazione dei professionisti della conoscenza. I Liberal Democratici -MAIE propongono un sistema “duale”, volto a regolare in parallelo due mondi diversi per storia e consistenza (quello che si riconosce nella struttura ordinistica e quello delle associazioni non riconosciute). Tale ipotesi duale ha negli anni fatto strada senza, però giungere ad una riforma. Tale circostanza ha impedito a molti professionisti di muoversi e di partecipare in Europa alle politiche sia formative che professionali. È, pertanto, necessario che il Governo Italiano per prima cosa riconosca le Associazioni Professionali, nuove e vecchie e, in successione, riformi gli ordini professionali, adeguandoli al quadro non solo Europeo ma anche mondiale.



Le imprese e la corsa tecnologica

I Liberal Democratici –MAIE sono per una gestione più efficace dei Fondi Europei e Nazionali per lo sviluppo, favorendo il recupero di aree in difficoltà come il nostro Mezzogiorno.
Dobbiamo puntare sulle PMI, sul loro sviluppo e sulla loro capacità di adattarsi al mercato.
In particolare, le tecnologie per il risparmio energetico e per le fonti rinnovabili offrono la possibilità di coniugare ambizioni di crescita ed elevata preparazione dei giovani, ricerca e applicazione.


Donne, Maternità e Impresa

Sviluppo e crescita sono inscindibilmente legati all’affermazione del ruolo della donna a livello occupazionale
Gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona relativi all’occupazione delle donne in Europa (60% nel 2010), sono, purtroppo, ancora lontani dall’essere realizzati.
Le disuguaglianze sono destinate ad aggravarsi. L’incremento della concorrenza economica su scala mondiale, richiedendo più mobilità e flessibilità, finisce per penalizzare proprio le donne, a causa dell’ineguale carico di responsabilità familiari rispetto agli uomini.
I Liberal Democratici –MAIE sostengono, quindi, la necessità che sia data celermente attuazione al pacchetto di proposte a sostegno delle lavoratrici per la promozione di una migliore cultura del bilanciamento tra lavoro e vita privata, quali le iniziative della Commissione che mirano a prevedere trattamenti uniformi in tutti gli stati membri in tema di congedi di maternità. Segnaliamo, in particolare la previsione di un periodo di astensione minimo dal lavoro a pieno salario e la previsione di più flessibilità nella scelta del periodo di astensione non obbligatoria.
Sul fronte occupazione, l’Unione Europea deve favorire una uguale indipendenza economica tra donne e uomini attraverso la creazione di impiego, puntando alla promozione dell’imprenditorialità femminile.


Stabilizzare il sistema bancario/finanziario e fronteggiare le spinte involutive della crisi

L’importanza di avere una “sede europea” dalla quale gestire le fasi acute della crisi è emersa chiaramente nei mesi scorsi: le misure varate dai Governi hanno immediatamente acquistato credibilità ed efficacia quando discusse e concordate con i partner europei. Dobbiamo approfittare per rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Europa nella supervisione delle istituzioni finanziarie e dei mercati, nei meccanismi di prevenzione e gestione delle crisi.
Le Istituzioni Europee sono chiamate a comporre un quadro di complesse esigenze e diverse situazioni, a cominciare da quelle dei paesi entrati nell’Unione più di recente.
In prospettiva, l’Europa deve svolgere un ruolo di faro e coordinamento nella predisposizione di un nuovo set di regole per il settore finanziario.
Le Istituzioni Europee saranno centrali nel definire un quadro di riferimento condiviso in materia di requisiti patrimoniali, strumenti finanziari, contabilità e remunerazione dei manager.



Un nuovo/vecchio modello di fare banca

La crisi finanziaria impone anche un ripensamento del modello bancario di riferimento.
È auspicabile che le banche siano spinte a svolgere, innanzitutto con efficienza, correttezza e trasparenza, la loro tradizionale funzione creditizia.
In questa direzione, infatti, i Liberal Democratici -MAIE intendono sollecitare l’Europa al fine di creare una Centrale Rischi Europea, in modo da aumentare la trasparenza di approccio tra imprenditori/banche di vari Stati ed agevolare, in tal modo, le pratiche amministrative di accesso al credito e/o a misure agevolate.
Al tempo stesso occorre innovare sul tema afferente la segnalazione di un nominativo a sofferenza in Centrale Rischi, intervenendo, nel rispetto delle dovute garanzie, affinché detta segnalazione ricorra solo laddove vi sia, in capo al debitore, il requisito dell’insolvenza, intesa come incapacità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni con il suo patrimonio, ovvero a situazioni equiparabili, quale una “assai” rilevante difficoltà di recuperare il credito.


AMBIENTE


Volano della crescita

L’Unione europea e la comunità internazionale hanno spinto gli stati membri nella direzione di più alti e diffusi standard in campo ambientale.
I Liberal Democratici -MAIE hanno espresso con chiarezza la convinzione secondo cui la concezione dell’ambiente quale costo, vincolo allo sviluppo e alla produzione industriale è ormai definitivamente superata. Investire, quindi, in strategie e risorse in grado di garantire la sopravvivenza e la qualità di vita del genere umano rappresenta uno straordinario volano di crescita e sviluppo non solo nel lungo periodo ma anche nel medio.


Per le energie rinnovabili e il risparmio energetico

L’Europa, con la presentazione del nuovo Pacchetto Clima, tra le cui misure si evidenzia la radicale riforma del tetto massimo delle emissioni a livello comunitario (almeno il 20% fino ad arrivare al 30% per i gas serra) spingerà tutti i paesi membri verso tecnologie produttive pulite.
Noi Liberal Democratici -MAIE puntiamo sulle energie rinnovabili e ci impegniamo affinché anche nel nostro Paese siano raggiunti gli obiettivi richiesti dall’Unione Europea, purché sia sempre assicurato al nostro Paese libertà e flessibilità nella scelta delle opzioni su cui puntare (biomasse, geotermico, fotovoltaico…). Dobbiamo puntare con decisione sul risparmio energetico, realizzando, in linea con l’obiettivo comunitario, la riduzione del 20% del consumo totale di energia entro il 2020, concentrando la nostra azione sul settore dei trasporti, edilizia  e sulla maggiore efficacia nella trasmissione e distribuzione dell’elettricità.

I Liberal Democratici -MAIE, inoltre, auspicano che l’Unione Europea, sin dai prossimi summit internazionali (G8 e soprattutto Conferenza di Copenhagen di dicembre prossimo) rafforzi la sua azione persuasiva e di stimolo nei confronti delle grandi economie in crescita, come India e Cina, in direzione di un accordo globale su un regime multilaterale rafforzato tale da far fronte ai cambiamenti climatici che possa essere sollecitamente ratificato e messo in atto.


Rifiuti

Situazioni caratterizzate dalla straordinarietà gravità in tema di gestione e smaltimento di rifiuti quale la drammatica situazione verificatasi nel nostro Paese, segnatamente in Campania, rischiano di ripetersi non solo nel contesto italiano ma nel resto dell’Europa in virtù dell’allarmante dato della continua e costante crescita della produzione di rifiuti in tutti gli stati membri (è circa mezza tonnellata la quantità di rifiuti urbani prodotta ogni anno dai cittadini europei).
Noi Liberal Democratici -MAIE riteniamo, in armonia con quanto stabilito dall’ultima direttiva sui rifiuti del giugno scorso, che la soluzione del problema vada ricercata nella prevenzione e nel contestuale sviluppo dei protocolli avanzati per la riduzione e minimizzazione del rifiuto, a partire dalla lotta all’over-packaging.

Infrazioni in campo ambientale

Il numero totale delle procedure d'infrazione a carico dell'Italia si attesta sulla cifra, poco lusinghiera di 164.
Sappiamo inoltre che di queste 164 infrazioni ben 43 sono riferite a violazioni in campo ambientale cioè oltre il 26%.
Un dato allarmante e clamoroso rispetto al quale il nostro Governo non è stato finora in grado di porre rimedio. Ci impegneremo affinché, ad una ragionata apposizione di limiti e soglie a livello europeo in campo ambientale, corrisponda un responsabile e più celere adeguamento degli stati membri.


3.

GIUSTIZIA E SICUREZZA


Un tema europeo

Le sfide che attendono l’Europa nel suo complesso implicano in ciascuno stato membro una giustizia capace di rispondere celermente ai propri cittadini.
Oggi, infatti, l’offerta di giustizia di ogni singolo stato membro concorre con quella di tutti gli altri stati partner dell’Unione Europea.
Sappiamo, infatti, che a seguito del riconoscimento a ciascun cittadino europeo del diritto di circolare e soggiornare liberamente su tutto il territorio dell’Unione, gli aspetti legati all’amministrazione della giustizia in ogni stato membro finiscono per riguardare le condizioni di legalità e sicurezza di tutti gli altri.
In quest’ottica, i Liberal Democratici -MAIE ritengono fondamentale l’attività svolta da Eurojust per sviluppare la cooperazione giudiziaria in campo penale, al fine di dotarci  di norme minime di procedura penale valide per tutti. Sostanziali differenze tra i sistemi penali tra gli stati membri comportano il rischio di vedere una migrazione del crimine in quei Paesi la cui disciplina penale sostanziale o procedurale risulti inadeguata o inapplicata.



Un paese fuori standard europeo: le nostre carenze

Il nostro Paese si trova stretto tra tre diversi ordini di problemi che attengono al profilo giustizia/sicurezza.
Le risorse messe a disposizione del nostro Paese per la Giustizia sono del tutto insufficienti e rischiano, nel breve periodo, di condurre tale settore alla paralisi totale.
Sono state, infatti, bloccate le procedure di assunzione di personale ausiliario,
-tra cui la fondamentale figura del cancelliere- indispensabile per la celebrazione dei processi. Nonostante, alcuni interventi normativi in direzione del funzionamento del sistema giudiziario, comportanti trasferimenti d'ufficio atti a tamponare i vuoti d’organico presso le sede disagiate degli uffici giudiziari,
l’organico della magistratura rimane mal distribuito.
Ad avviso dei Liberal Democratici -MAIE, è necessario, procedere ad una riforma organica dell’attuale, irrazionale, distribuzione delle sedi giudiziarie in un’ottica di “dimensione organizzativa ottimale” .



La durata dei processi e la legge “Pinto”

L’eccessiva durata dei processi in Italia che relega il nostro Paese al 156 ° posto di una graduatoria elaborata dalla Banca Mondiale sulla durata media di un procedimento di recupero di un credito maturato a seguito di una lite di carattere commerciale comporta, oltre ad un grave danno di immagine per il nostro Paese, anche dei gravissimi danni economici legati al risarcimento dei danni.
Il paragone con i nostri partner europei è impietoso: in Francia sono necessari 331 giorni, 394 in Germania, 316 in Giappone e 515 in Spagna contro i 1210 in Italia.
L’entità dei risarcimenti ex legge Pinto, ovvero della legge 89/2001 italiana emanata  in applicazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per colpire i ritardi della giustizia ha raggiunto negli ultimi due anni qualcosa come oltre 80 milioni di euro effettivamente sborsati, a cui sono destinati ad aggiungersi altri 36,6 milioni dovuti ma non ancora pagati.
Sono, inoltre, necessari nel nostro Paese nuovi sistemi comuni di incentivazione circa la velocizzazione dei procedimenti giudiziari consistenti nella semplificazione dei riti, delle comunicazioni e delle notificazioni. È, altresì, indispensabile adottare tutti quei correttivi che accentuino la tipicità dei motivi di impugnazione e consentano al giudice di porre a base delle proprie decisioni tutti quei fatti e circostanze contestati in modo generico da controparte.
È necessario che anche nel nostro Paese al lavoro dei magistrati si affianchi  una efficace rete di istituzioni operanti nel campo della mediazione, così come già prescritto a livello europeo grazie alla direttiva 2008/52/CE.



Misure comuni per la criminalità transfrontaliera

I Liberal Democratici -MAIE sostengono la necessità che siano date delle risposte al crimine transfrontaliero facendo leva su soluzioni europee.
Mentre il Governo del nostro Paese studia e mette in opera soluzioni per rendere più complesse le attività di lotta al crimine, l’Europa è chiamata a fronteggiare nuove soluzioni per favorire le indagini nei paesi membri contro la  criminalità transfrontaliera.
In questa direzione si propone un ampliamento delle capacità di intervento di Eurojust, l'organo comunitario che ha il compito di sviluppare politiche comuni in tema di criminalità organizzata e cybercrime.
È noto, infatti, che le indagini finalizzate alla repressione dei reati si rivolgono, oggi, anche verso  sistemi di comunicazione informatizzati che per loro natura sfuggono dai tradizionali sistemi di intercettazione come nel caso del servizio skype. ma anche con altri tipi di software che consentono di scambiarsi mail o messaggi.



“Principio di disponibilità” e banca dati DNA

Contro il terrorismo è necessaria una risposta globale e un'impostazione coerente ed integrata così come stabilito sin dal programma dell’Aja del 2004.
I Liberal Democratici -MAIE sono favorevoli ad una implementazione dei canali per lo scambio di informazioni, anche nella direzione del consolidamento del principio di disponibilità in virtù del quale gli stati membri si obbligano a fornire alle autorità competenti omologhe degli altri Stati membri e a Europol, preferibilmente con accesso diretto on-line, le informazioni necessarie all'assolvimento dei loro compiti in materia di prevenzione, individuazione e investigazione dei reati.
Al fine di rendere più efficace l’attività di prevenzione e repressione dei reati, i Liberal Democratici –MAIE seguiranno con attenzione le procedure per l’istituzione di una banca dati per la raccolta delle impronte dattiloscopiche, del dna e delle targhe dei veicoli, così come stabilito nel trattato di Prum, vigilando affinché sia tutelata la dignità della persona, il diritto alla difesa e il principio di proporzionalità così come stabilito dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 10 febbraio 1992.



Lotta alla tratta degli esseri umani e allo sfruttamento sessuale dei bambini

La tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini sono pratiche barbariche che non solo non state ancora superate ma che addirittura sono
in aumento.
I Liberal Democratici -MAIE ritengono indispensabile, in linea con quanto già previsto dalla Commissione Europea, che, al più presto, si operi un ravvicinamento delle disposizioni legislative nazionali in materia penale e di diritto processuale penale per colpire il fenomeno.
Tali dossier, che per la loro stessa natura, non hanno confini nazionali, costituiscono una piaga per l'Europa intera e si possono combattere efficacemente solo attraverso strategie di carattere europeo e globale.



Le nuove “insidie” connesse al web: lotta alla pedopornografia e all'id-theft (furto d’identità)

È necessario che l’Ue renda al più presto operative le strutture in grado di contrastare il grave fenomeno della pedopornografia su Internet.
Le nuove insidie legate alla diffusione della rete web impongono infatti alla Ue di programmare una strategia comune per combattere la distribuzione commerciale di immagini pedopornografiche, per proteggere le vittime, per localizzare e arrestare i pedofili e quanti traggono profitto dalla vendita delle immagini.
Un ruolo fondamentale in questa azione contro la pedopornografia deve essere svolta da tutti gli stati membri assicurando lo stanziamento di fondi e risorse umane per l’identificazione delle vittime di tali violenze al fine di fornire ad essi adeguata assistenza terapeutica.
In questa direzione, va sviluppato il piano di lotta alla pedopornografia su internet basato sul nuovo organismo finanziato dalla Commissione Europea che vede una alleanza tra Europol, gestori di carte di credito e organi di polizia degli stati membri, in linea con la Decisione quadro 2004/68/GAI relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile.


Il furto d’identità che si verifica ogni qualvolta un’informazione individuale, relativa ad una persona fisica o ad un’azienda è ottenuta in modo fraudolento da un criminale con l’intento di assumerne l’identità per compiere atti illeciti è un problema crescente nell’Unione europea. Ciò mina alla base la regolarità degli scambi di informazioni commerciali e personali in tutta la Ue.
I Liberal Democratici –MAIE si impegneranno affinché a livello europeo siano emanate disposizioni per l’armonizzazione della disciplina penale sul tema, introducendo anche obbligatoriamente una nuova fattispecie di reato comune in tutti gli stati membri.



4.

POLITICHE PER L'IMMIGRAZIONE



Un possibile fattore di crescita

I Liberal Democratici –MAIE considerano l’immigrazione un fattore importante per lo sviluppo della strategia di Lisbona sui temi della crescita e dell’occupazione.
Una efficiente governance dell’immigrazione economica è un elemento essenziale della competitività dell’UE, così come recentemente riaffermato anche dal Consiglio europeo.
È altresì fondamentale che, a fronte del rilevante flusso migratorio che interessa l’Unione Europea, l’integrità dello spazio Schengen, aperto e senza controlli alle frontiere interne, vada conservata e migliorata.
I Liberal Democratici –MAIE si impegnano a perseguire con determinazione i tre cardini sui cui ruota la strategia per l’immigrazione proposta dalla Commissione Europea: prosperità, solidarietà e sicurezza.



Integrazione e occupazione

Nell’ottica della prosperità, le migrazioni internazionali rappresentano un’opportunità, rappresentando un fattore di scambio culturale, umano, sociale ed economico. I Liberal Democratici –MAIE ritengono che i benefici della migrazione siano massimi quando si tiene conto delle esigenze economiche della società ospite, senza per questo escludere altre forme di migrazione che non siano a scopi occupazionali.


Solidarietà dell’Unione Europea

In un’Europa aperta priva di frontiere interne, nessuno Stato membro può gestire  da solo il tema dell’immigrazione. Il nostro Paese che in virtù della propria collocazione geografica è esposto ad un maggior afflusso migratorio deve essere necessariamente supportato e assistito a livello finanziario dall’Unione Europea per realizzare gli obiettivi strategici della politica d’immigrazione comune.
In tale ottica, è altresì necessario rafforzare la cooperazione degli Stati membri e dell’intera Unione europea con i Paesi di origine dei cittadini immigrati, al fine di combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina.



Gestione intergrata delle frontiere e lotta all’immigrazione clandestina

I Liberal Democratici –MAIE ritengono indispensabile rilanciare il principio della gestione intergrata delle frontiere, accompagnando però le misure di contenimento e difesa alla contestuale lotta al traffico di migranti e alla tratta di persone in tutte le sue fattispecie.
È necessario puntare sullo sviluppo di nuove tecnologie per consentire operazioni di verifica e scambio di informazioni veloce e sicuro sul tema im­­migrazione tra Stati membri.
In tema di immigrazione clandestina, come dimostrato dalle attuali difficoltà del nostro Paese, è necessario predisporre misure realmente efficaci per il sollecito  rimpatrio dei clandestini, attingendo a fondi comunitari.

5.

POLITICA ESTERA E COOPERAZIONE



La Politica Estera della UE

Noi Liberal Democratici –MAIE crediamo fortemente nel processo di unificazione ed integrazione dell’Europa. In tale prospettiva va inquadrata l’assoluta necessità di una politica estera comune in maniera tale che gli Stati membri possano trarne beneficio. La vocazione al multilateralismo è una vocazione insita nel dna della UE e noi vogliamo coglierne tutti gli aspetti positivi per la costruzione di un mondo più giusto, libero e democratico.

La Ue deve assumere un ruolo di protagonista sano sulla scena internazionale, portando la propria esperienza storica di integrazione che ha permesso il superamento delle crisi interne, esprimendosi con una sola voce, tramite l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. La UE meriterebbe di essere presente con un seggio in maniera permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.


La prospettiva di una difesa comune

I Liberal Democratici –MAIE auspicano che la politica europea della sicurezza e della difesa sia rafforzata ed ampliata, a tale fine riunendo le risorse e le capacità europee inerenti alla difesa.
L’Unione europea dovrà essere in grado di provvedere da sola alla propria difesa militare e dovrà essere pronta ad intervenire, anche in scenari internazionali per tutelare la sicurezza globale e rispondere alle emergenze umanitarie.


La Cooperazione Internazionale

La cooperazione internazionale, che dovrebbe esprimere l’alto valore europeo della solidarietà e della giustizia per il rispetto dei diritti politici, civili, economici, culturali e sociali di tutti gli esseri umani, è anche uno strumento importante per costruire pacifiche e fruttuose relazioni internazionali.
La UE dovrà impegnarsi concretamente su diversi punti:
1) gestire in maniera più efficiente ed efficace le risorse a disposizione della Commissione;
2) far in modo che gli Stati membri arrivino entro il 2010 allo 0,33% di APS (Aiuti Pubblici allo Sviluppo), per poi puntare allo 0,7 per il 2015;
3) fare in modo che gli Stati membri possano collaborare maggiormente tra di loro per trovare nuovi metodi e approcci per un lavoro sinergico, soprattutto nelle aree di crisi umanitarie;
4) promuovere, in tutte le sedi opportune, la difesa dei diritti umani e della democrazia come punto d’arrivo delle azioni cooperative.
Il nostro Paese, fanalino di coda tra i Paesi Ocse-Dac per quantità di risorse messe a disposizione, è in questo settore allo sbando. Non vi è alcuna traccia nell’agenda politica del Governo di un serio rilancio della Cooperazione Internazionale: questa è una evidente e palese miopia politica, essendo anche il nostro un Paese frontaliero della Ue.
Noi Liberal Democratici –MAIE ci batteremo affinché sia in Italia che in Europa ci sia una vera e concreta attenzione alla Cooperazione Internazionale verso i Paesi in via di sviluppo, con particolare riguardo ai Paesi del Mediterraneo e al Continente africano.
Crediamo che il modello di integrazione europea (basato sulla cooperazione tra Stati membri) possa costituire, anche per altri contesti geografici, un riferimento importante per uscire dalle situazioni di sottosviluppo, povertà, instabilità regionale, insicurezza e violazione dei diritti umani.










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Pubblicato su: 2009-05-26 (412 letture)

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