Progetti culturali del MAIE

 “Radicci” di Carlos Henrique Iotti (Brasile)

Pubblicato e presentato alla Fiera Più Libri Più liberi al Palazzo dei Congressi di Roma a dicembre 2010, “Radicci” è una raccolta di strisce del vignettista italo-brasiliano, Carlos Henrique Iotti, incentrate sulle avventure del personaggio principale, Radicci, immigrante  italiano di origine veneta, e della sua famiglia composta dalla moglie Genoveffa, dal figlio Guglielmino e dal nonno.
In un centinaio di  pagine di vignette in bianco e nero, troviamo raccontata  e condensata - in un misto di italiano e veneto,  con uno humour intriso di storia e satira - tutta la storia dei nostri emigrati e del loro inserimento sociale nei paesi d’accoglienza, declinato differentemente  dalle nuove e dalle vecchie generazioni. E’ lo spaccato della famiglia italiana all’estero, che parla ancora un po’ il dialetto della terra d’origine (lasciato in originale nei testi, adattati a cura di Antonella Rega) e che mantiene le tradizioni e le abitudini a dispetto del tempo e della distanza dalla madrepatria.  


I personaggi del libro:
Radicci è un italiano-brasiliano. E’ bassotto, apparentemente volgare, pigro e un po’ maschilista. Amante del vino e della baldoria, nemico mortale del lavoro. In verità, è  l’antitesi dell’italiano arrivato in Brasile. Radicci conquista le simpatie della gente, grazie al suo temperamento focoso, alla sua avversione al fare la doccia, alle sue opinioni radicali e alle polemiche generazionali con il figlio Guglielmino.
Genoveffa è la sua donna. Un ostacolo tra lui e la bottiglia di vino.
Guglielmino è il figlio. Ecologista, surfista, naturalista, eterno universitario e mammone. Contrapposto al padre cacciatore, conservatore e con abitudini alimentari esagerate.
Ma c’è anche il “Nono”, il vecchio furbo. Nessuno sa se è il nonno di Genoveffa o di Radicci. Neppure lui lo sa. Ha una moto e vive tra i ricordi della gioventù e le necessità quotidiane della contemporaneità. Si sa che è stato pilota nella Seconda Guerra Mondiale, ma non si ricorda da che parte ha combattuto.
La famiglia di Radicci è un esempio tipico di una famiglia post-moderna, con caratteristiche regionali, ma con delle identificazioni universali: e questa è la sua storia (a fumetti) che potrebbe essere ambientata in qualsiasi altra parte del mondo, dove vivono immigrati italiani.

 

“Amantea” di Giulio Vita (Venezuela)

Il MAIE, nell’estate 2011, ha sponsorizzato la realizzazione del cortometraggio”Amantea”, un progetto di una piccola casa di produzione cinematografica costituita da giovani italovenezuelani che si propone come obiettivo la valorizzazione di luoghi, cultura e tradizioni locali di un piccolo lembo di terra italiana . La Guarimba, questo il nome della “casa produttrice di sogni” come l’ha definita lo stesso Giulio Vita, il giovane italovenezuelano animatore del progetto, intende promuovere l’incontro tra culture, narrando storie che si intrecciano con il folkore locale, con i ricordi di chi è rimasto in Italia (Calabria) e di chi è invece è andato via. Una sperimentazione in cui persone con competenze diverse  si sono unite per sviluppare insieme una storia autentica che parla del ritorno alle radici dei figli degli emigrati, ma anche della preservazione della cultura e delle tradizioni dei luoghi d’origine da parte delle famiglie emigrate.



“La Legione Italiana, Bahía Blanca 1856. Il fronte dimenticato del Risorgimento”
di
César Puliafito (Argentina)

A marzo 2012, il MAIE ha presentato e pubblicato il libro dello scrittore César Puliafito "La Legione Italiana, Bahía Blanca 1856. Il fronte dimenticato del Risorgimento”.
La realizzazione di questo evento ha ricevuto il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oltre che il supporto di diverse istituzioni governative argentine.
Il MAIE ha curato l’edizione italiana di questo saggio storico già prodotto in castigliano, e l’ha scelta per rendere omaggio al 150° dell’Unità d’Italia, con il contributo di un giovane storico italo argentino, César Puliafito. Questo libro ha fatto conoscere anche, e soprattutto, in Italia uno scrittore di origini italiane che è un vero talento nel campo storiografico ed ha permesso di concentrare l’attenzione su come e quanto gli italiani all’estero abbiano contribuito alla nascita e allo sviluppo dello stato unitario italiano e su quanto essi possono ancora fare per l’Italia.

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